Aumentano sempre di più le conferme che avvalorano gli studi del Dott. Buteyco sulle relazioni tra le variazioni di anidride carbonica (CO2) presente nel sangue, conseguenti ad un’errata modalità di respirazione, e disturbi alla salute.
Il Prof. K. P. Buteyco, medico di origine russa, nei suoi lunghi studi ha potuto verificare le sue deduzioni relative a come il modo di respirare possa influire su un’infinità di parametri e sistemi. Ha potuto mettere in relazione il cattivo modo di respirare con le conseguenti variazioni di anidride carbonica e di ossigeno e queste ultime con i disturbi a carico della salute umana. Il punto cruciale delle sue deduzioni ed analisi è la scarsità di CO2 presente nel sangue e il conseguente scarso assorbimento di ossigeno a livello dei tessuti.
Il metodo Buteyco, che si basa su esercizi che mirano a migliorare il modo di respirare e a non sprecare anidride carbonica mediante iperventilazione, è sempre più diffuso anche se non molto accettato da tutta la classe medica. Ma gli studi a livello internazionale che prendono in considerazione questi principi sono sempre più diffusi.
Uno di questi prende in considerazione le variazioni nella respirazione associate a disturbi d’ansia, attacchi di panico e depressione, le quali possono produrre cambiamenti locali e globali del flusso sanguigno a livello cerebrale. Questi cambiamenti possono confondere l’interpretazione delle analisi per immagini eseguite a livello cerebrale ed aumentare il rischio di mascherare i risultati potenzialmente reali. Uno studio dal titolo “Ansia, respirazione e flusso di sangue cerebrale: implicazioni per le Immagini sulla funzionalità del cervello” (Pubblicato su Compr Psychiatry, 2007; 48(2): 103-112 - http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1820771/), mette in risalto vari aspetti legati all’iperventilazione ed alla conseguente carenza di anidride carbonica nel sangue. L’iperventilazione di lunga durata, causa o conseguenza dei disturbi precedentemente indicati, determina riduzioni locali del flusso di sangue al cervello. Lo studio evidenzia anche che, affinché si generi una variazione dell’afflusso di sangue al cervello, è sufficiente un singolo sospiro, anch’esso determinante per abbassare il quantitativo di CO2 nel sangue.
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