martedì 24 luglio 2012

Da economia lineare a economia circolare
 di Marcello Scotti
Da GreenWebEconomics – La nuova frontiera
La logica del consumo è una logica lineare: non si preoccupa di trasformare gli output del sistema (i prodotti realizzati) in nuova materia prima da riutilizzare una volta che questi prodotti siano obsoleti.
La logica dell’utilizzo invece è circolare: nulla si distrugge e tutto si trasforma in qualcosa di nuovamente utile.
Questo concetto è stato definito come “Cradle to Cradle”: dalla “culla alla culla”, in contrapposizione con il concetto del “Cradle to Grave”, dalla “culla alla tomba”, che ha ispirato il funzionamento di tutti i processi della moderna economia industriale e post-industriale fino a oggi.
Il 30 per cento della popolazione mondiale consuma il 75 per cento delle risorse e materie prime disponibili. È’ la conseguenza di un’economia che funziona secondo una logica lineare, non riutilizzando i propri prodotti, e caratterizzata da processi pieni di sprechi e inefficienze. È’ stato calcolato che per garantire la stessa disponibilità di materie prime al rimanente 70 per cento di abitanti del pianeta non basterebbero le risorse di sei pianeti come la Terra sommati insieme.
La soluzione è passare alla GreenEconomics in cui il paradigma “consumo-spreco” viene sostituito da quello “utilizzo-riciclo” (o utilizzo-ri-utilizzo).
La differenza non è tanto la generica opportunità di riciclare i prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita, quanto soprattutto la specifica possibilità di riciclarli in modo virtuoso: l’up-cycling.
L’up-cycling identifica un prodotto i cui componenti possono essere velocemente ed efficientemente dis-assemblati, per essere poi ri-utilizzati come materie prime in un nuovo ciclo produttivo. In altre parole, esso è la nuova frontiera della riciclabilità, ovvero una riciclabilità efficiente e competitiva sotto il profilo del costo, rispetto all’alternativa rappresentata da nuova materia prima estratta.
Nella GreyEconomics il cliente è visto come oggetto passivo. Il passaggio a una GreenEconomics ispirata all’up-cycling, invece, cambia anche il ruolo del cliente, il quale si sdoppia: non solo cliente-utilizzatore ma, allo stesso tempo, produttore-fornitore di materie prime.
RecycleBank è una start-up con sede a New York e Londra che si fonda prorpio sulla constatazione che il cliente finale è anche un produttore di materie prime (sotto forma di rifiuti), e che ha implementato un sistema di crediti che può spendere in un network di negozi, bar, ristoranti ecc. della città in cui vive. In pratica, con RecycleBank più un individuo produce (e differenzia) rifiuti, più guadagna. Esattamente l’opposto di quanto accade in buona parte dei Comuni italiani, in cui più uno produce rifiuti (pur differenziandoli) e più paga.
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Sezione Libri: Economia e Ambiente

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